Esperienze frizzanti: sei luoghidove cercare le bollicine per Natale



Natale e Capodanno significano famiglia e condivisione della festa. Regali. Un viaggio, se possiamo. Qui la proposta di The Grand Wine Tour per un’esperienza davvero frizzante. Da vivere e riportare a casa, per fare di ogni bicchiere bevuto qualcosa di più di un sorso di buon vino: il racconto di un’esperienza da condividere.
 

Berlucchi
Il nome Franciacortasulla bottiglia ha quasi sessant’anni, ma il vino qui si faceva dal tempo dei romani. Così è stato sino a quando un enotecnico che sarebbe diventato famoso, Franco Ziliani, propose a Berlucchi di rivoluzionare le tradizioni consolidate. Insieme crearono un Metodo Classico in Franciacorta, un vino “spumeggiante” in un territorio abituato ai nettari fermi.

Dopo alcuni esperimenti nel 1961 furono etichettate le prime 3.000 bottiglie. Un successo. Alla fine del decennio il Franciacorta di Berlucchi era già la bottiglia da ordinare in tutte le occasioni importanti.

La cantina sotterranea del Seicento, scavata dieci metri sotto il livello del suolo, è il luogo che racconta queste vicende. Le mura segnate dai secoli, i grandi cavalletti in legno che sostengono le bottiglie per il “remuage” (la rotazione quasi quotidiana), la nicchia privata con l’ultimo esemplare dell’annata 1961: qui si vive un viaggio nella storia dell’enologia italiana. Scopri il Metodo Classico Franciacorta con una visita e la degustazione guidata dai sommelier Berlucchi. La Cantina ti aspetta con i suoi percorsi, gli angoli segreti, differenti proposte di assaggio.


Col Vetoraz


Nonostante la sua popolarità, seconda tra i vini spumanti solo allo Champagne, il Prosecco ha una storia centenaria, che pochi conoscono. Storia che ha recentemente reso queste colline patrimonio mondiale Unesco per la “viticoltura eroica” che le contraddistingue.

Un esempio di questa eccellenza è il Col Vetoraz, a Santo Stefano di Valdobbiadene, 80 km a ovest di Venezia. La cantina produce un vino a tal punto lontano dal Prosecco che tutti conosciamo, da aver toltola parola “Prosecco” da tutte le etichette, ribattezzando le bottiglie “Cartizze DOGC".

Il Cartizze si produce su una collina piccolissima, di un solo 1 km quadrato di superficie, nel cuore di Valdobbiadene, la città storica più famosa del Prosecco per la qualità delle uve e i paesaggi. Una bottiglia che va aperta qui, sulla vetrata che si spalanca in cima alla vetta più alta del Cartizze, a quasi 400 metri di altezza e con lo sguardo sulle Alpi.



Feudi di San Gregorio 

A un’ora da Napoli e non lontano dal Vesuvio, Feudi di San Gregorio è la cantina simbolo del rinascimento enologico del Sud Italia, dopo un terribile terremoto che nel 1980 colpì questa zona. Al progetto hanno partecipato archistar e designer internazionali.
 
La visita è un monumento al “gusto” in tutte le sue declinazioni: un’emozione per gli occhi, oltre che per il palato. All’interno della tenuta è ospitato il ristorante Marennà: un riferimento per provare la miglior cucina dell’Irpinia. 
 
Feudi di San Gregorio ha rivoluzionato i canoni millenari del vino campano, sperimentando il Metodo Classico sulle uve della tradizione campana, con l’aiuto di un grosso nome preso al mondo dello Champagne: Anselme Selosse.
 
L’ultima creazione è lo spumante Dubl Esse, prodotto anche in tiratura limitata in versione rosé: racchiude il meglio delle uve locali dentro un packaging di design. Molteplici le proposte per chi vuole visitare la cantina; da non mancare, la degustazione guidata dei Metodo Classico della Campania e dei prodotti tipici del territorio.
 
 
 
Cascina Chicco
Cascina Chicco produce vini nel Roero da tre generazioni ed è un’icona del Piemonte. Le sue cantine sono una cartolina della bellezza di questo territorio. Un luogo unico e d’impatto, ilgiusto tributo verso il Roero e i suoi vini.
 
Spettacolare l’ambiente sotterraneo: una “cattedrale” che si sviluppa per oltre cinquemila metri quadrati scavati sotto la collina, sino a 28 metri di profondità. Un dedalo di barricaie, stanze per l’affinamento, corridoi per lo stoccaggio, “crutin” e “infernot” scavati nella roccia nuda, sale di degustazione e nicchie dove sono conservate riserve e annate storiche.
 
Cascina Chicco è stata protagonista di una delle prime vinificazioni di Nebbiolo (l’uva da cui si produce il Barolo) in uno spumante Metodo Classico. Cuvée Zero, il Metodo Classico extrabrut di Nebbiolo in purezza è uno dei portabandiera dell’azienda, oramai nota a livello internazionale.
 
Una visita alla cantina sotterranea e la degustazione personalizzata danno occasione di capire, senza mediazioni, l’unicità dei prodotti nati dal terroir del Roero e delle Langhe. Qui si respira la storia delle quattro generazioni che si sono succedute dai tempi del fondatore “Chicu” Faccenda, il cui soprannome di paese è diventato un marchio internazionale del vino.  
 
 
 
Coppo 

Accoccolata a nord delle Langhe, Canelli è una cittadina sul fiume Belbo, tra le colline dell’Alto Monferrato. Canelli è la patria del vino spumante italiano: qui fu introdotto il Metodo Classico in Italia; e di questo vino la cantina Coppo è stata nel 1892 un pioniere. 
 
Riserva CoppoAlta Langa DOC, il vino ispirato alla passione per gli champagne del fondatore, è la bottiglia simbolo di questa storia. Una storia che si può esperire per intero visitando le cantine, dichiarate dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità: un vero e proprio tempio dedicato al vino.
 
Le Cattedrali Sotterrane esottostanti (così sono chiamate le enormi cantine) si sviluppano sotto la collina di Canelli. Hanno un’estensione di oltre cinquemila metri quadrati e raggiungono i quaranta metri di profondità. Percorrendole si attraversa tutta la collina, sino alla galleria dove riposano gli spumanti.
 
 

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